Tutte le mie amiche

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venerdì 31 ottobre 2014

Il profumo dei ceci................... a m'arcord



Ripropongo un "vecchio" Post, proprio perchè tutti gli anni, in questi giorni, mi tornano alla mente gli stessi vecchi ricordi...................


Chissà perché, a casa nostra, quando ero piccola, la zuppa di ceci si preparava solo al giorno dei Morti!?
E dire che mi piaceva tanto e la mangiavo di gusto, proprio io che, come diceva mia madre "vivevo d'aria"!!!
Forse era così buona anche perché la si mangiava a casa della nonna 'Milia



la mia zuppa sta cuocendo

Era profumata, densa, appetitosa e la si accompagnava col pane di "meliga" spezzettato dentro.
Questo pane, ormai davvero della memoria, non lo si trova più e se lo si trova non è assolutamente paragonabile a quelle pagnotte tonde, dalla crosta dura e dorata. 



foto dal web

Anche mia madre, negli anni successivi, ha sempre preparato questa zuppa solo nel giorno dei Morti e questa è una tradizione che io mantengo viva ma, quella del giorno dei Morti , per me è solo la prima volta in cui, durante l'inverno, la preparo. 
Questa zuppa piace a tutti e io amo riproporla perché cucinandola, sentendone il profumo che invade la casa, provo sempre le stesse care e intense emozioni che mi fanno sentire quanto siano forti e profonde le nostre radici . Peccato però non trovare più, se non nel ricordo, quel gustosissimo pane di meliga!



 la cottura continua

La mia nonna la preparava così ed io ancora la preparo così:
(come tutte le ricette dei ricordi non ha dosi, sono l'abitudine e il "cuore" a suggerirle)

Ceci e un po' di fagioli cannellini da ammollare tutto un giorno e tutta una notte in acqua fredda e un punta di bicarbonato.
 La mattina seguente (di buon ora, perché la nonna faceva così e perché i ceci devono cuocere a lungo), preparo un soffritto di porri, uno spicchio di aglio intero, un rametto di rosmarino, una foglia di alloro e abbondo invece con la salvia. Unisco poi i ceci e i fagioli ( personalmente li spello anche se è un lavoro da certosini), dopo averli risciacquati, scolati e fatti saltare in un po' di farina bianca, abbondante acqua fredda, una costoletta di maiale e il sale. Porto ad ebollizione e lascio cuocere a fuoco lento per diverse ore.
Una volta che i ceci sono ben cotti, spengo la fiamma, aggiusto il sale e schiaccio un po' di ceci, per dare maggior consistenza al brodo.

Servo poi il brodo in ciotole da minestrone, con abbondante parmigiano grattugiato e con pane rustico tostato (unica alternativa gradevole al mio caro e introvabile pane di meliga).
Unica differenza nella mia preparazione da quella della nonna è il tegame, che lei usava di terracotta, io invece una più moderna pentola di acciaio rivestita di ceramica bianca.

Questa della zuppa di ceci è l'unico bel ricordo che ho di quei giorni. Da bimba odiavo, nonostante la pausa scolastica e il cappottino nuovo, la Festa dei Morti. Era una vera tortura per me andare con mamma e papà in visita ai Camposanti.
Già a casa iniziavano le discussioni sul come avrei dovuto comportarmi con i conoscenti che avremmo incontrato; seguivano poi i miei capricci davanti alle due o tre bancarelle che si incontravano per strada nelle vicinanze del Cimitero. Caramelle, zucchero filato, torroncini, stringhe di liquirizia arrotolate con confettino colorato al centro...... erano per me la cosa più interessante di quella "strana uscita" di famiglia.
Ai tempi avevo ancora la  fortuna di non aver perso i nonni o nessun'altra persona cara o conosciuta e non capivo appieno il valore del ricordo e della commemorazione dei Defunti.
Superate le bancarelle, il mio broncio aumentava e pure gli strattoni della mamma che mi voleva sorridente e gentile con tutte quelle persone che incontravamo e che immancabilmente esclamavano "ma che bella bambina! ma come sei cresciutaaaaaaaaa, ma che classe faiiiiiiiiiiii "?????!!!!!!!!!
La visita si protraeva per ore nonostante il freddo pungente, l'umidità e la nebbia che in quegli anni caratterizzavano quelle prime giornate di Novembre.
Sulla strada di casa, per fortuna poi, mi riconciliavo col mondo perché finalmente mi venivano acquistate le caldarroste che mi piacevano tanto e inoltre mi scaldavano le mani .


............... come tutto è cambiato! Come diceva mia nonna già tanti anni fa " non ci sono più le stagioni" e mai come in questi ultimi anni questa sua espressione è attuale e veritiera.
Anche il tempo non ha più "il profumo" di una volta e il freddo di novembre è solo un ricordo. e al cimitero oggi invece quante persone care!!!!!!





mercoledì 29 ottobre 2014

Copertina da culla, soffice e calda per i mesi invernali


...................... dovrò ancora aspettare e sperare per la femminuccia, infatti anche il terzo nipotino sarà maschio!

Ho aspettato la certezza assoluta  per scegliere al meglio il colore e il punto più adatti al sesso, poi mi sono messa al lavoro.


Copertina a punto canestro 
Tutorial Free


Questa è la prima copertina finita, quella "classica" che Angi porterà in ospedale e che accoglierà il piccolo nelle sue prime ore di vita.



Copertina a punto canestro 
Tutorial Free


L'ho sferruzzata usando della pura lana vergine e dei ferri lineari n. 5,5, il punto è molto semplice, ma di grande effetto perchè conferisce al lavoro una certa tridimensionalità che la  rende morbida alla vista oltre che al tatto: sembra fatta di panna montata!






Per chi desidera sferruzzarla per una nascita in arrivo può chiedermi il tutorial lasciando un commento sotto questo Post e scrivendomi una mail alla quale poter rispondere e allegare le istruzioni.



Copertina a punto canestro 
Tutorial Free


Naturalmente ne ho già iniziata un'altra e sarà invece rossa, visto che il piccolo arriverà proprio nel periodo natalizio e più spiritosa.


Troverete altre idee per copertine da neonato clikkando QUI



domenica 26 ottobre 2014

Un nuovo amore


Il dolore è stato così grande che non riuscivo, fino a pochi giorni fa, né a parlarne né a scriverne.
Il mio adorato Cocò, che spesso avete visto intrufolarsi nelle mie foto, o in braccio a me durante i nostri viaggi, non c'è più.

Ci sono voluti tre mesi per passare dalle lacrime al sorriso ricordandolo e solo da qualche giorno ho iniziato a pensare che forse nel mio cuore poteva esserci altro amore da dare ad un nuovo cucciolo.




Dal pensiero alla smania di tenere in braccio un nuovo batuffolo è stato un lampo.

E' così che ieri sono andata a conoscere un nuovo esserino bisognoso di affetto.





                                                  


Mi era stato consigliato di cambiare razza, colore, nome.... ma mi dispiace non posso, così il nuovo venuto è la fotocopia di Coco: è stato amore a prima vista e nonostante un nome ce l'abbia, ma si chiamerà allo stesso modo.





E' nato il 28 di settembre, ha ancora bisogno della mamma, così ho dovuto lasciarlo vicino a lei.
Non vedo l'ora che arrivi sabato 29 novembre per poterlo andare a prendere e portarmelo a casa!
Sono sicura che Cocò sarebbe felice di vedermi di nuovo sorridente e che un altro cagnolino possa ricevere tutto l'amore e l'affetto che ho dato a lui.





Ciao Cocò, sei stato una delle "cose" più belle della mia vita.




giovedì 23 ottobre 2014

Da restare a bocca aperta!


............ e a bocca aperta io ci sono rimasta difronte a tanta bellezza!





Sapete che cos'è? 
io pensavo, al momento in cui mi è stato regalato da Serena, fosse una targhetta in pasta di sale o di mais o di una delle tante paste modellabili che oggi si trovano nei negozi di fai da te, invece no!






E' un........................ biscotto!!!! sì, sì, sì  biscotto!!!!!! Un biscotto vero, un biscotto che potrei mangiarmi accompagnato da una tazza di te.







Naturalmente non lo mangerò mai, anzi lo terrò religiosamente protetto e sto pensando al modo di farlo incorniciare e di appenderlo nella mia craft room.

Grazie Serena!

Ma chi è Serena?! Serena è una delle Blog reporter che con me, ormai da 3 anni segue e commenta la Fiera di Bolzano.
Ogni anno quando ci ritroviamo ci scambiamo dei pensierini, il più possibile personalizzati e questo biscotto è proprio il suo "pensiero" per me"!!!!!!



domenica 19 ottobre 2014

Attenti al gatto



A casa di Lucia non solo fiori, ma anche gatti!!!!!!




Quello che vedete sonnecchiante, comodamente sdraiato su di una panchina a prendere il sole, è solo uno ed estremamente pacifico.....................




.........   basta però entrare in casa per essere "assaliti" non da 1, ma da 10, 100, 200.......... gatti!!!!!
Il numero preciso neppure Lucia lo sa, ma mi ha promesso che li conterà,  poi vi saprò dire.




Gatti ovunque. Gatti di ogni forma, dimensione e materiale..........................




Legno, ceramica, porcellana, pietra, argento, bronzo, cristallo, tessuto..............................




Una collezione di gatti incredibilmente varia e bella..............................




................. che Lucia ha arricchito negli anni




Una collezione che ha richiesto e richiede cura e amore, lo stesso che lei dedica ai suoi fiori.




Una collezione che stupisce per il numero e la varietà........................




........... ma anche per l'armonia e la grazia con cui sono "disseminati" o "ragguppati" per casa, un'armonia e una grazia che pervadono tutto ciò che la circonda




La mia collezione di polli, galline e galli al confronto è davvero pochissima cosa!




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